Il ruolo delle Regioni per cambiare il futuro dell’energia e per fermare i cambiamenti climatici: e2i in prima fila

La nostra azienda ha partecipato al forum “QualEnergia – Sicilia 2030”, organizzato da Legambiente e Kyoto Club ed incentrato su un tema quanto mai urgente: contenere l’aumento della temperatura media terrestre entro 1,5° C, come richiesto dall’Accordo di Parigi (COP 21 del 2015).

5 marzo 2019

Un grado e mezzo. Dev’essere questo l’aumento massimo della temperatura media terrestre da qui al 2030: oltre questo valore, gli impatti sul clima rischiano di essere senza ritorno, come testimoniano le ricerche scientifiche richiamate nel recente Rapporto dell’IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change). Un obiettivo a cui tutti devono contribuire: in particolare il settore dell’energia ha il compito di creare i presupposti per accelerare la transizione verso modelli di produzione e consumi capaci di garantire un uso crescente delle fonti rinnovabili nel mix di generazione elettrica e nello stesso tempo un’utilizzazione efficiente delle risorse secondo i criteri dell’economia circolare. Non sorprende, dunque, che e2i fosse in prima fila al forum “QualEnergia – Sicilia 2030” incentrato proprio sul tema della rivoluzione energetica e sul ruolo delle Regioni nel conseguimento degli obiettivi energetico-ambientali.

Verso un nuovo modello energetico

Il 15 febbraio a Palermo, nella cornice dei Cantieri Culturali della Zisa (un’ex area industriale oggi adibita a spazio espositivo), imprese, istituzioni, il mondo della ricerca e quello dell’economia si sono dati appuntamento per discutere di futuro e di come la recente proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) intende conseguire gli obiettivi europei da qui al 2030, primo fra tutti la decarbonizzazione del settore energetico. Al centro di questo tema, naturalmente, ci dovrà essere un cambio di paradigma che dovrà facilitare l’accesso a un’energia pulita, economica e sicura. È qui che e2i intende giocare un ruolo decisivo, contribuendo attivamente a rafforzare il dialogo con le Comunità per garantire la crescita e la valorizzazione dei territori in cui è presente con i suoi impianti, come sta avvenendo proprio in Sicilia.

Dal globale al locale

«Oggi la nostra presenza in questa regione è significativa – ha spiegato nel suo intervento Roberto Venafro, responsabile Affari Istituzionali e Regolatori di e2i –, avendo in esercizio 45 MW di impianti eolici con la prospettiva di arrivare a oltre 75 MW. Nell’attuazione del Piano Nazionale per l’Energia e il Clima è determinante il ruolo delle Regioni, che hanno il compito di “mettere a terra” le iniziative per raggiungere gli obiettivi nazionali di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra, di incremento delle fonti rinnovabili e di riduzione dei consumi di energia primaria. È necessaria una cabina di regia che coordini le iniziative e chiarisca il rapporto fra Stato e Regioni, perché l’aspetto più importante è il passaggio dal “globale” al “locale”: occorre stringere sinergie con i settori produttivi del territorio in un processo inclusivo e partecipativo».

e2i ha partecipato al forum “QualEnergia – Sicilia 2030”, organizzato da Legambiente e Kyoto Club

Superare le barriere burocratiche

Strettamente legato alle dinamiche tra Stato e Regioni è anche il tema delle autorizzazioni, e in generale la questione amministrativa-burocratica. Durante il dibattito si è registrata una convergenza sulle parole d’ordine: semplificazione e riduzione dei tempi per la realizzazione degli impianti (in sintonia ovviamente con le esigenze ambientali). Inoltre, è stata evidenziata l’opportunità di accelerare le riforme del mercato elettrico, come pure intensificare gli investimenti per il potenziamento delle reti. Negli ultimi mesi si è andati in questa direzione con l’emanazione del decreto legislativo 104/2017 che, nel recepire la direttiva europea 2014/52/UE sulla “VIA” (Valutazione Impatto Ambientale), ha introdotto disposizioni che, in alcuni casi, consentirebbero di ridurre i tempi per l’acquisizione dei pareri ambientali. Purtroppo, in Italia siamo ancora un po’ penalizzati dalle barriere che permangono nella griglia normativa.
In questo contesto in continua evoluzione, un ruolo molto importante lo giocano i progetti di Integrale Ricostruzione (repowering) che consentiranno di valorizzare siti ad alta vocazione eolica già interessati da impianti esistenti e nello stesso tempo permetteranno di incrementare l’efficienza degli impianti eolici sfruttando le innovazioni tecnologiche in sintonia con l’ambiente e il paesaggio. «Fare eolico in modo sostenibile: è questa la visione di e2i energie speciali – conclude ancora Roberto Venafro. Vogliamo contribuire a realizzare un modello di sviluppo che consenta alle nuove generazioni di vivere in un mondo dove la qualità degli ecosistemi e il capitale naturale sia ancora un valore da godere».