Renzi rilancia la sfida dell’eolico

Il Presidente del Consiglio auspica un intensificarsi della produzione eolica nel nostro Paese: «Sulle rinnovabili l’Italia ha un ruolo di leadership a livello europeo»

9 maggio 2016

«Occorre dedicare tutte le risorse per incentivare la ricerca, la produzione e la conservazione delle energie rinnovabili».
Così si è espresso il premier Matteo Renzi il 5 aprile scorso durante una diretta Facebook rivolta ai cittadini, una dichiarazione che lascia presagire nuovi scenari di sviluppo.

Obiettivo: produzione raddoppiata

Partendo dall’analisi dei dati del settore, aggiornati allo scorso anno, il capo del governo ha dichiarato “possibile” un raddoppio della produzione geotermica ed eolica, un obiettivo senz’altro ambizioso che necessariamente dovrà passare attraverso due tipologie di interventi: da un lato l’installazione di nuovi impianti, e dall’altro il rinnovamento del parco eolico tutt’ora in attività. «Non abbiamo grandi chance di mettere altre pale – ha aggiunto Matteo Renzi – ma abbiamo la possibilità di cambiare quelle che ci sono oggi. Come gestire il rinnovo delle strutture eoliche sarà cruciale, possiamo creare una filiera produttiva». Spazio dunque alla sostituzione delle attuali turbine con altre di ultima tecnologia e più performanti, con un diretto beneficio non solo economico ma anche paesaggistico e ambientale.

Renzi rilancia la sfida dell’eolico
Matteo Renzi e l’eolico in Italia

L’eolico in Italia

Attribuendo al nostro Paese un ruolo di leadership a livello europeo, il premier di fatto ha riconosciuto la maturazione di un’industria che ormai da anni è autosufficiente e può permettersi di esportare all’estero in quantità sempre crescenti. Il settore eolico italiano a oggi impiega circa 26.000 addetti tra diretti e indiretti, e si stima che con il giusto sostegno potrà giungere a quota 67.000 entro il 2020; un margine di crescita che potrà portare gli attuali 9000 MW installati ogni anno fino a 12,68 GW, così da consentire il raggiungimento degli impegni presi in sede europea.

L’intervento del premier Renzi ha raccolto l’apprezzamento dell’ANEV (l’Associazione Nazionale Energia del Vento), la quale però ora richiede a gran voce che il Governo intervenga per eliminare gli ostacoli normativi che attualmente affliggono il settore.