Il rinnovamento degli impianti eolici un valore per l’industria, l’economia e l’ambiente

E2i è uno degli operatori che ha messo in campo iniziative di integrale ricostruzione (IR) degli impianti eolici, secondo un preciso piano di investimento con una dettagliata programmazione temporale.

4 dicembre 2017

Le fonti di energia rinnovabile rappresentano una realtà consolidata nel mercato della generazione elettrica.
Su di esse si sta puntando per accelerare la transizione energetica che dovrebbe portare a una significativa decarbonizzazione del settore elettrico entro il 2050, coerentemente con il percorso delineato dalla Road Map Europea, che si pone come obiettivo la riduzione dell’80% delle emissioni di gas a effetto serra (pari a una riduzione dell’85% delle emissioni di CO2 legate all’energia in rapporto al 1990).
Dopo la firma dell’Accordo di Parigi nel 2015 si è entrati in una fase cruciale della transizione energetica che dovrebbe condurre progressivamente a modificare il mix di produzione di energia, prevedendo un passaggio dall’energia fossile all’energia verde.
In Italia la recente Strategia Energetica Nazionale (SEN 2017) ha indicato come obiettivo al 2030 il raggiungimento del 55% di penetrazione delle rinnovabili elettriche nei consumi finali di energia.
In questa prospettiva di forte spinta verso lo sviluppo di tali fonti, acquista particolare significato la necessità di rinnovare il parco eolico esistente per ridare nuovo vigore a una produzione che già nel 2016 ha raggiunto quasi 18 TWh, per una potenza installata di poco superiore ai 9 GW. Molti impianti localizzati in siti ad alta disponibilità della “risorsa vento” stanno infatti raggiungendo il limite della loro vita tecnica, essendo stati costruiti agli inizi degli anni Duemila.
È dunque fondamentale non perdere questa quota di produzione e adeguare gli impianti esistenti al progresso tecnologico, attraverso il loro smantellamento e la loro successiva integrale ricostruzione, migliorando l’impatto sul territorio e l’inserimento del nuovo impianto nel paesaggio.
E2i è uno degli operatori che ha messo in campo iniziative di integrale ricostruzione (IR) degli impianti eolici, secondo un importante piano di investimento, come ci racconta il Program Manager di E2i, l’ingegner Giuseppe Iadicola.

Rinnovamento impianti eolici
Il piano di IR di E2i prevede lo smantellamento degli impianti esistenti e una successiva ricostruzione

Visto il ruolo che le FER (Fonti Energia Rinnovabile) stanno ricoprendo sull’attuale mercato dell’energia elettrica, quali sono stati i motivi che hanno spinto E2i a intraprendere iniziative di IR?

Innanzitutto va evidenziato che E2i è stata tra le prime aziende a realizzare parchi eolici in Italia, avendo iniziato a costruire impianti alla fine degli anni ’90. Oggi la nostra esigenza è quindi quella di cogliere l’evoluzione tecnologica al fine di rinnovare completamente gli impianti aumentandone l’efficienza e adeguandoli agli standard attuali, anche in sintonia con gli indirizzi forniti a livello Europeo dalle nuove BAT (Best Available Techniques). Pertanto muovendoci nell’ambito del quadro normativo Europeo e di quello nazionale, è stato avviato uno specifico programma di interventi che dovrebbe portare a valorizzare i nostri siti sia dal punto di vista della produzione di energia che da quello ambientale. Una prerogativa che evidentemente rappresenta un valore per il nostro Paese, in quanto viene scongiurato il rischio di perdere la quota di “energia verde” associata agli impianti che hanno una vita utile prossima alla fine.

Che cosa prevede il piano di integrale ricostruzione di E2i e quali sono i tempi necessari per attuarlo?

Il piano di IR di E2i prevede un progressivo smantellamento dei primi impianti realizzati e una successiva ricostruzione con aerogeneratori di maggiori dimensioni, più performanti e tecnologicamente avanzati, capaci di “catturare” con più efficacia il vento. Il piano coinvolge circa il 30% della potenza eolica installata e interessa sostanzialmente quattro regioni: la Basilicata, la Campania, l’Abruzzo e la Puglia. Si tratta di un’operazione complessa che ha richiesto un grande sforzo per l’ottenimento delle prime autorizzazioni, che sono arrivate nel 2016. Il piano ha uno sviluppo temporale di medio e lungo termine che si articolerà verosimilmente in dieci anni e consentirà di mantenere in produzione siti ad alta vocazione eolica, che porteranno in alcuni casi ad aumentare i “chilowattora verdi”, assicurando all’Italia il raggiungimento dei propri obiettivi nazionali ed Europei.

Rinnovamento impianti eolici
E2i ha iniziato i lavori di integrale ricostruzione degli impianti eolici

Quali valori vengono trasferiti alle comunità del territorio attraverso progetti di IR? Possono essere considerati interventi in grado di promuovere benessere sociale ed economico?

Il nostro piano di integrale ricostruzione ha un impatto diretto sull’economia del territorio, in quanto rinnova il rapporto con le Comunità garantendo una maggiore sostenibilità. Un aspetto importante che vale la pena sottolineare riguarda la possibilità di consentire alle maestranze locali di contribuire in modo importante durante la fase di costruzione e dare supporto alla futura gestione dei nostri impianti. In questo modo si consolida la fiducia tra l’operatore industriale e il territorio in uno scambio sinergico che trasferisce i benefici di un investimento industriale alla Comunità: si assicura così il rafforzamento del legame tra passato (presenza del vecchio impianto accettato dal territorio) e futuro (rinnovamento dello stesso impianto).

Quali sono le ricadute benefiche sul fronte ambientale?

I vantaggi sono sicuramente significativi. Gli interventi di IR consentono innanzitutto di utilizzare siti con la risorsa anemologica più elevata e quindi di sfruttare appunto in maniera più efficace la “risorsa vento”, aumentando la produzione di energia elettrica da fonte eolica necessaria a garantire il processo di transizione energetica verso fonti “pulite”. Un altro vantaggio garantito dalle integrali ricostruzioni riguarda la possibilità di utilizzo di alcune infrastrutture già esistenti e realizzare un nuovo impianto su un sito industriale preesistente, senza lo sfruttamento di nuove aree, in coerenza con gli indirizzi Europei sul “consumo di suolo”. Un ulteriore beneficio rilevante riguarda poi la riduzione del numero degli aerogeneratori, con effetti migliorativi sul paesaggio.

Quali sono i vantaggi di una completa ricostruzione dell’impianto rispetto alla realizzazione di un impianto cosiddetto “Green Field” e quali criticità possono emergere a causa di fattori esterni?

Oltre ai già considerati benefici garantiti dall’innovazione tecnologica sul fronte dell’efficienza energetica e ambientale, rispetto a un impianto “Green Field” – realizzato cioè in un’area non precedentemente utilizzata – l’IR ha il vantaggio di intervenire in siti già esistenti con testata “capacità eolica” e relativa accettazione della presenza dell’impianto da parte delle Comunità locali, che ne hanno già potuto sperimentare i vantaggi nel tempo. Va però segnalata anche una barriera di carattere infrastrutturale inerente alla rete elettrica, che in molti casi non è infatti in grado di accogliere nuova potenza derivante dagli interventi di IR; sarebbe quindi auspicabile un potenziamento della rete contestualmente al rinnovamento degli impianti eolici.