La nostra storia

Una storia in continua evoluzione. Per comprendere le origini di e2i energie speciali è necessario risalire alla nascita dell'eolico in Italia. Perché competenze, entusiasmo, attitudine imprenditoriale sono eredità del passato che rivivono nel presente

Correvano i primi anni ’80 quando l’eolico iniziò a diffondersi e a essere conosciuto in Italia. Si trattava di un periodo delicato per il settore energetico: le due crisi internazionali del petrolio avevano creato “turbolenze” nel mercato e si avvertiva l’esigenza di individuare presto alcune alternative. L’unico ente che stava dimostrando interesse verso macchine per la produzione di energia eolica era l’ENEL, che aveva costruito un campo prove in Sardegna, a Fiume Santo, e aveva iniziato a sperimentare dieci prototipi di macchine bipala progettate da Fiat Aviazione. La storica azienda torinese, tuttavia, nel giro di pochi anni decise di abbandonare il settore, in cui ben presto si affacciarono altre due imprese nazionali: Aeritalia, diventata poi Alenia e da cui è poi derivata West (Ansaldo) di Taranto, e Riva Calzoni, da cui nacque la società che oggi si chiama e2i.

Riva Calzoni, alle origini di e2i

Riva Calzoni era un’azienda manifatturiera di dimensioni medio/grandi che operava in diversi campi, fra cui l’idroelettrico. L’analogia fra una turbina idraulica e una eolica spinse la società a interessarsi a questo mercato e, quasi per gioco, l’azienda iniziò a costruire piccoli aerogeneratori nel suo stabilimento di Bologna. I primi prototipi furono finanziati interamente dall’azienda, che riuscì, grazie alla convinzione visionaria del management e all’entusiasmo dei suoi tecnici, a costruirsi in casa un know how completo sia sul piano ingegneristico che su quello pratico sperimentale.

La fine degli anni ’80 e i cambiamenti normativi

Ben presto il mercato divenne più competitivo e Riva Calzoni decise di avviare una joint venture con l’azienda straniera MBB, per condividere gli sforzi necessari a sviluppare il proprio know how nella tecnologia dei monopala. A quei tempi, infatti, la sfida era tra gli impianti monopala e quelli bipala, realizzati da Aeritalia in collaborazione con Boeing. La vera svolta per il settore eolico avvenne però nel 1991: l’articolo 22 della legge n.9 del 9 gennaio avviò il processo di liberalizzazione del mercato elettrico che si sarebbe concretizzato otto anni dopo, nel 1999, con il Decreto Bersani.

Il cambiamento in azienda

La nuova legge sanciva in effetti una rivoluzione: la produzione elettrica da fonti di energia considerate rinnovabili o assimilate era liberalizzata. L’ENEL non era più l’unico possibile cliente per le macchine eoliche connesse alla rete in Italia e Riva Calzoni si trovò di fronte a nuove opportunità: da un lato poteva trovare nuovi clienti per le proprie macchine eoliche sviluppando progetti completi per impianti “chiavi in mano”, dall’altro poteva tentare di rinnovarsi e diventare direttamente un produttore di energia. Fece tutte queste cose, o almeno ci provò. L’azienda si strutturò con due divisioni separate: una per la costruzione in serie di macchine eoliche e l’altra per la commercializzazione di queste macchine, ovvero per la realizzazione di impianti eolici in veste di produttore. Questa seconda nuova divisione della Riva Calzoni sarebbe diventata l’odierna e2i.

La fine degli anni ’90 e le nuove sfide del mercato

Negli anni ’90 Riva Calzoni continuò a crescere, tanto che nel gennaio del 1997 gli impianti riconducibili alla società erano quasi ¼ del totale. Nel settore però stavano avanzando nuovi attori: oltre a una minoranza di piccoli futuri produttori, alla Riva Calzoni e alla WEST Ansaldo si aggiunse un nuovo importante player: la Italian Vento Power Corporation (IVPC), creata da un importante developer americano. E anche in campo tecnologico si presentarono nuove sfide: le aziende che producevano aerogeneratori nel Nord Europa stavano diventando rapidamente “adulte” e iniziarono a produrre macchine di taglia superiore (60-70 m di diametro) e più potenti rispetto a quelle di Riva Calzoni, che misuravano ancora circa 30 m di diametro. Per l’azienda bolognese competere sul mercato dei costruttori di aerogeneratori era sempre più difficile: il cliente migliore per le macchine di Riva Calzoni era ormai la Riva Calzoni stessa.

La divisione societaria e la vendita a Edison

Nel 1997, la metamorfosi del  settore eolico di Riva Calzoni si completò. Per scissione nacquero formalmente due nuove società: la Riva Wind Turbine (RWT), destinata a portare avanti l’eredità industriale della Riva Calzoni come produttore di aerogeneratori e la Riva Wind Power (RWP), che aveva la missione di produrre energia, sviluppando impianti e acquisendo le macchine. La RWP aveva bisogno di una forza finanziaria maggiore per portare avanti gli investimenti: fu così che EDISON, tra la fine del 1998 e l’inizio del 1999, perfezionò l’acquisizione del 100% delle quote della RWP, cambiandole nome in Edison Energie Speciali (EDENS): la società era la stessa, ma era entrata a far parte di un grande gruppo italiano che aveva una esperienza storica come produttore di energia.

Avvio dello sviluppo

L’avvio di EDENS fu dei migliori. Iniziò a sviluppare nuove aree e realizzò l’impianto italiano con il numero maggiore di macchine interconnesse fra di loro: ben 188 aerogeneratori installati tra il 2001 ed il 2005 sui crinali di sette comuni abruzzesi. La maggior parte delle macchine comprate da EDENS erano del fornitore tedesco Enercon, con cui Riva Calzoni aveva già instaurato una solida collaborazione negli anni precedenti ed entro la metà del 2006 EDENS avrebbe installato ben 344 macchine Enercon da 600 kW ciascuna. Questi risultati furono una conseguenza della crescita di tutto il settore e della presa di coscienza di molte regioni italiane che intravidero nell’energia eolica un’opportunità per lo sviluppo locale. Dal 2004 al 2007 si installarono in Italia circa 400 turbine all’anno e i numeri continuarono a crescere anche negli anni successivi: basti pensare che dopo il 2008 la potenza eolica installata annua stava aumentando di oltre 1000 MW all’anno. L’eolico era in pieno boom.

2014: il polo delle rinnovabili

Alla fine del 2014, con la ridefinizione della compagine azionaria tra F2i, Edison, ed EDF Energies Nouvelles nasce e2i Energie Speciali, terzo operatore del mercato italiano di energia prodotta da fonte eolica.
Il nuovo polo delle rinnovabili fa leva sulle competenze industriali e finanziarie delle tre società partner: il 70% della nuova società è detenuto da F2i mentre il restante 30% è in mano a una holding partecipata da Edison ed EDF Energies Nouvelles, della quale Edison detiene l’83% e EDF Energies Nouvelles il 17%.

2016: la storia continua

Negli ultimi anni la situazione è cambiata: da un mercato caratterizzato dalla presenza di numerosi operatori di piccole e medie dimensioni, è giunto il momento di passare a una fase di crescita basata sull’aggregazione, che consente di ottimizzare i costi e migliorare l’efficienza.
È questo il contesto in cui e2i intende trovare uno spazio significativo nel mercato italiano, focalizzando la sua attenzione sul settore eolico ponendosi come soggetto in grado di crescere  aggregando iniziative di terzi già in esercizio e sviluppando nuovi progetti.
Proprio a fine 2016 e2i Energie Speciali ha ottenuto un importante risultato riuscendo ad aggiudicarsi, attraverso aste competitive, il supporto alla realizzazione di otto nuovi progetti, cinque impianti green field e tre iniziative di integrale ricostruzione, per una potenza complessiva pari a 165 MW, con un aumento del 20 % della capacità installata.

<p>Disegno di una turbina idraulica</p>
<p>della Riva Calzoni dei primi dell’800</p>

Disegno di una turbina idraulica

della Riva Calzoni dei primi dell’800

<p>L’aerogeneratore monopala MP5</p>
<p>installato a Gaggio Montano ( Bo )</p>

L’aerogeneratore monopala MP5

installato a Gaggio Montano ( Bo )






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