Eolico, un settore solido e maturo per trascinare la ripresa green del Paese

In tempi di emergenza sanitaria, dalla sezione Key Energy di Ecomondo arriva un messaggio forte e chiaro, di cui e2i si fa portavoce: le energie rinnovabili rappresentano una risorsa strategica per il rilancio economico del nostro Paese e per costruire un futuro che non può prescindere dai temi di compatibilità ambientale, efficienza energetica e semplificazione amministrativa.

18 Novembre 2020

Tempi “speciali” hanno richiesto un’edizione speciale – quest’anno completamente digitale – per Ecomondo, “The Green Technology Expo”, l’evento di riferimento in Europa per l’innovazione industriale e tecnologica e per l’economia circolare. Questa “digital edition” ha comunque previsto oltre 100 eventi di grande interesse, insieme con la 9ª edizione degli Stati Generali della Green Economy, dedicata al “Green Deal al centro del Piano di rilancio italiano”.

Nell’ambito di Ecomondo, la sezione Key Energy, “Energy transition hub”, ha rappresentato un momento di confronto e networking, attraverso webinar tematici che, anche quest’anno, hanno visto e2i tra i principali protagonisti. La ripresa green e il cammino verso la transizione energetica in Europa in tempi di Covid-19, con particolare riferimento al ruolo cruciale che il comparto eolico ricoprirà nell’UE tra 2030 e 2050 sui fronti climatico ed energetico, sono stati gli argomenti sui quali si sono confrontati Luca Bragoli (Head of Public Affairs di ERG), Rainer Karan (Vice President South Europe and Turkey di Vestas) e Alberto Musso (Chief Operating Officer di e2i Energie Speciali).

Alberto Musso – Chief Operating Officer di e2i Energie Speciali.

«L’impatto dell’emergenza sanitaria ha provocato molteplici ripercussioni – ha affermato Alberto Musso – sia a livello di operatività degli impianti che di organizzazione del lavoro per definire le linee guida e applicare nuovi protocolli al fine garantire le massime condizioni di sicurezza e la tutela della salute. Possiamo comunque affermare che, nonostante una certa difficoltà riscontrata nella logistica e nei servizi ancillari, in generale le disponibilità impiantistiche sono state mantenute a livelli accettabili e le produzioni da fonte eolica sono state comunque sempre assicurate, se pur a fronte di un evidente crollo della domanda e conseguentemente dei prezzi dell’energia. In questo momento così particolare e2i nel corso del primo semestre dell’anno ha comunque avviato la realizzazione di 4 progetti per 80 MW complessivi in 3 diverse regioni (Abruzzo, Puglia e Sicilia), a testimonianza di un impegno operativo e finanziario che non si ferma. Guardando al futuro, tra le principali priorità per la crescita del settore eolico italiano, un ruolo di primo piano spetta sicuramente alla semplificazione amministrativa. Questo tema riguarda lo snellimento e la riduzione dei tempi degli iter autorizzativi con l’auspicio che vi sia un crescente coinvolgimento dei principali attori: dal Ministero dello Sviluppo Economico al Ministero dell’Ambiente e al Ministero dei Beni Culturali, senza tralasciare il ruolo significativo delle Regioni al fine di una maggior condivisione degli obiettivi comunitari».
«A fronte di un portafoglio nazionale di impianti eolici che hanno iniziato a produrre principalmente negli anni 2000/2005 – ha sottolineato invece Alberto Musso – è quantomai imprescindibile agevolare e accelerare gli iter autorizzativi di progetti di Repowering che, attraverso tecnologie innovative e a parità di aree occupate, permettano, con maggiore efficienza, di raddoppiare quasi la produzione di energia verde a parità di potenza installata. Inoltre, le iniziative di repowering consentono di riutilizzare parte delle infrastrutture esistenti, assicurando anche un minor impatto ambientale e paesaggistico (grazie alla riduzione del numero di turbine eoliche con un rapporto di circa 1 a 3). Il Decreto Semplificazioni (NDR Decreto legge 16 luglio 2020, n. 76 convertito in legge 11 settembre 2020, n. 120) è un provvedimento atteso da molto tempo, che acquista un significato ancora più rilevante in questo periodo caratterizzato dall’epidemia; si tratta di una norma che, pur cercando di semplificare alcuni procedimenti autorizzativi delle fonti rinnovabili, non è però adeguatamente incisivo nell’accelerarli, soprattutto in relazione alle integrali ricostruzioni che dal punto di vista autorizzativo sono tuttora sostanzialmente equiparate a un progetto nuovo».

Tra i principali aspetti positivi previsti dalle misure di semplificazione si annovera sicuramente la possibilità di utilizzare la PAS (Procedura Abilitativa Semplificata) per le modifiche ritenute non sostanziali e di avvalersi della DILA (Dichiarazione di Inizio Lavori Asseverata) per i cosiddetti “Reblading” (qualora le variazioni delle dimensioni delle pale rientrino entro il 15% massimo), come anche il superamento del “Decreto Spalma Incentivi per le Rinnovabili”, che permette l’accesso agli incentivi tramite le aste agli interventi di integrale ricostruzione effettuati su impianti che non hanno aderito al suddetto provvedimento, senza dover aspettare la scadenza del vincolo imposto (10 anni decorrenti dalla data di scadenza dell’incentivazione).

D’altro canto, continua l’attesa per l’emanazione di un decreto che dovrebbe definire gli interventi classificati come “modifiche sostanziali” soggette ad Autorizzazione Unica; nessuna data è ancora all’orizzonte e il ritardo si sta facendo ormai pesante, considerando che si attende il decreto ormai da circa dieci anni (in applicazione dell’art. 5 del D.lgs. 3 marzo 2011, n. 28).

Altro aspetto critico riguarda le operazioni di repowering, per le quali il Decreto Semplificazioni propone una “Via differenziale” che dovrebbe prendere in considerazione gli impatti derivanti solo dalle modifiche proposte; ciò implica comunque un procedimento classico di Valutazione di Impatto Ambientale con le relative conseguenze sull’allungamento dei tempi, mentre si sarebbe potuta garantire la possibilità di ricorrere alle “Liste di controllo” per aprire la strada alla verifica preliminare più snella e rapida ma comunque completa.

«In sintesi, anche durante l’emergenza Covid – ha concluso Musso – il comparto delle rinnovabili ha reagito positivamente e ha dato prova di responsabilità e resilienza, dimostrando di essere un settore solido e maturo, capace di garantire comunque le produzioni green, ma soprattutto desideroso di cogliere nuove sfide sul fronte di uno sviluppo che dovrà, però, essere accompagnato da normative e regolamenti più snelli e meccanismi di supporto con visibilità a medio e lungo termine. In questa prospettiva sarà fondamentale utilizzare al meglio le disponibilità finanziarie offerte dalle misure del Recovery Fund. Solo così potremo sostenere maggiormente l’economia del nostro Paese e avvicinarci agli obiettivi del PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima) in termini di decarbonizzazione e lotta al cambiamento climatico. Il PNIEC deve essere infatti la nostra effettiva ambizione, non un semplice documento di buone intenzioni».