Un Manifesto per un rilancio “Green” dell’Italia

Con la firma del suo Presidente, l’ing. Marco Peruzzi, e2i ha sottoscritto il Manifesto “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia”, un’iniziativa per una ripresa dell’economia del nostro Paese indirizzata all’innovazione, alla decarbonizzazione e alla circolarità

27 Maggio 2020

In molti hanno definito “sospeso” il tempo che stiamo vivendo, scandito dalle misure di contenimento dell’emergenza Covid-19, come se le lancette si fossero fermate per incanto. In realtà questi giorni, diventati settimane e poi mesi, hanno reso ancora più evidente la necessità di una risposta urgente e coordinata alle sfide della nostra epoca. Quello che occorre è un progetto di sviluppo in grado di rendere le nostre aziende, i nostri sistemi sanitari e le nostre politiche economiche sempre più resilienti e predisposti alle trasformazioni, per far fronte a qualsiasi potenziale crisi.

L’ing. Marco Peruzzi ha sottoscritto il Manifesto per conto di e2i Energie Speciali.

È con questa consapevolezza che e2i – Energie Speciali, da sempre impegnata sui temi della sostenibilità, ha sottoscritto il Manifesto “Uscire dalla pandemia con un nuovo Green Deal per l’Italia”, un’iniziativa promossa da 110 esponenti di primo piano del mondo delle imprese e delle organizzazioni, rappresentative di rilevanti settori economici del Paese, che interviene in modo chiaro sul dibattito in corso a livello nazionale ed europeo riguardo alle misure da intraprendere per il rilancio dell’economia, pesantemente colpita dalla pandemia causata dal nuovo Coronavirus.
«Non dobbiamo lasciare crescere altre minacce per il nostro futuro – recita il Manifesto – a partire dalla grande crisi climatica, alimentata da un modello di economia lineare a elevato consumo di energia da fonte fossile e spreco di risorse naturali. Lo sforzo straordinario che ci è richiesto deve puntare su un progetto di sviluppo durevole, in grado di assicurare maggiore occupazione e un benessere più esteso ed equamente distribuito, che può essere basato solo su un’economia decarbonizzata e circolare».

L’iniziativa ha registrato un ampio coinvolgimento del mondo produttivo italiano nel promuovere un nuovo corso verso la sostenibilità, attraverso scelte di indirizzo sempre più efficaci e coerenti con le esigenze di salvaguardia dell’ambiente; ma rappresenta anche un preciso messaggio rivolto alle istituzioni, alle amministrazioni territoriali e ai decisori politici.
Un punto di incontro per rilanciare l’economia in chiave green, nel nostro Paese e in tutta Europa, in cui le fonti energetiche rinnovabili sono destinate a giocare un ruolo di primaria importanza. «Siamo convinti che un nuovo Green Deal sia la via da seguire per una più forte e duratura ripresa – continua il Manifesto – perché valorizza le migliori potenzialità dell’Italia: quelle legate alle produzioni di qualità, sempre più green, inscindibili dai cambiamenti verso la decarbonizzazione e la circolarità dei modelli di produzione, distribuzione e consumo; quelle in cui ha raggiunto livelli di eccellenza, come il riciclo dei rifiuti, pilastro dell’economia circolare, l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili strategiche nella transizione energetica verso un’economia climaticamente neutrale».

Un “nuovo corso” che e2i auspica al fianco delle maggiori imprese del settore produttivo italiano, individuando nei pilastri della transizione energetica i fattori abilitanti per una ripartenza consapevole e soprattutto in sintonia con gli obiettivi di “carbon neutrality” che l’Europa ha dichiarato di conseguire entro il 2050. Secondo uno studio condotto da “Italy for Climate” in collaborazione con lo European Institute on Economics and the Environment, il mancato conseguimento dei target di riduzione delle emissioni di gas serra e il fallimento delle politiche di contrasto al cambiamento climatico potrebbe comportare ulteriori effetti negativi sul PIL italiano, arrivando a riduzioni stimate attorno al 10%. Bisogna quindi mantenere alti l’attenzione e l’impegno per il raggiungimento di modelli di consumo in grado di consentire un uso efficiente delle risorse, comprese quelle energetiche.

«In questa emergenza, rifinanziare tutto l’esistente per ritornare alle condizioni economiche precedenti alla pandemia – ha commentato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile e fra i principali promotori del Manifesto – è quasi un riflesso condizionato, ma sarebbe doppiamente sbagliato: si rifinanzierebbero anche attività che invece andrebbero cambiate, innovate o convertite e non si impegnerebbero risorse sufficienti, che sono comunque limitate e relativamente scarse, per una trasformazione verso l’economia del futuro che non può che essere green, decarbonizzata e circolare».